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Fiorenzo Corti (Fimmg Lombardia), i medici di Famiglia lombardi sono pronti alla sfida della Cronicità. Tra breve al via la delibera definitiva: recepite le nostre osservazioni e proposte

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Sabato, 15 Aprile, 2017

Abbiamo esaminato con attenzione la delibera regionale del gennaio scorso che disegna una nuova modalità di gestione dei tre milioni di pazienti lombardi affetti da patologie croniche.
Abbiamo rilevato alcune importanti criticità e ci siamo messi al lavoro per risolverle e, a dire il vero, con la massima disponibilità alla collaborazione da parte del team del Assessorato al Welfare della nostra Regione.
Il rischio che il medico di famiglia potesse essere estromesso dalla gestione dei suoi pazienti cronici è stato superato e il Piano Assistenziale Individuale (la proposta personalizzata di esami e visite specialistiche che il medico proporrà a ciascun paziente, conoscendo la sua storia clinica) sarà redatto dal medico di famiglia stesso, o, solo in casi particolari, dal medico specialista di riferimento (per circa 150.000 pazienti oncologici, trapiantati, in dialisi ecc.).
Per quanto riguarda la figura del “Gestore”, struttura che dovrà prenotare le visite ai pazienti, richiamarli se non hanno fatto esami (il servizio sanitario regionale lo fa già con la mammografia o con la ricerca del sangue occulto nelle feci per lo screening dei tumori del colon retto) e valutare la soddisfazione dei pazienti per il servizio ricevuto, pensiamo che ormai le Cooperative dei medici di Famiglia possano a pieno titolo proporsi per questa attività.
Sostanzialmente, se il paziente sceglierà come gestore una Cooperativa di medici di famiglia (attualmente sono circa 1000 i medici in cooperativa operanti nella sperimentazione CReG, e con la messa a regime della sperimentazione pensiamo possano arrivare a 3000 entro il prossimo anno), il centro servizi della Cooperativa organizzerà gli appuntamenti per gli esami e per le visite proposte dal proprio medico di famiglia, che deciderà, come medico della persona, quale terapia proporre, e, se necessario, quali altri esami fare, quali altri specialisti consultare, sempre in uno stretto rapporto di fiducia con il proprio cittadino assistito.
Naturalmente dovrà essere stabilito uno stretto rapporto di collaborazione con tutte le strutture ospedaliere sia pubbliche che private presenti sui territori.
Tra l’altro, con l’esperienza maturata in oltre 5 anni di sperimentazione CReG, verranno potenziate le attività di telemedicina e la possibilità per il medico di famiglia di avere a disposizione, come consulenti nel proprio studio, specialisti per le patologie più diffuse.
Se il cittadino non vorrà scegliere come “Gestore” una Cooperativa di medici di famiglia, potrà, liberamente, scegliere uno degli altri gestori presenti nel territorio, ma avrà come punto di riferimento sempre il suo medico di famiglia.
Per quanto riguarda possibili criticità sotto il profilo deontologico, ci risulta che gli Ordini dei Medici di tutta la Lombardia siano stati consultati e abbiano espresso un documento comune, con osservazioni alla delibera che sembrano essere state in gran parte recepite, e che altre posizioni non possano che intendersi come espressione di particolari realtà locali .
Naturalmente attendiamo di leggere il testo della delibera, confidando che tutte le nostre osservazione siano state recepite, così come ci è stato assicurato verbalmente dall’Assessore Gallera.
Pensiamo che, con questa proposta di presa un carico coordinata dal medico di famiglia, oltre a un trattamento delle patologie croniche più personalizzato, si possa giungere anche a un miglioramento delle liste d’attesa, ancora eccessivamente lunghe, che comportano enormi difficoltà all’accesso alle cure dei nostri pazienti, soprattutto i più anziani e i più fragili.